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Diario di una Lezione di Apnea
Estratto dal diario
personale di un corsista Tre Mari
di Nereo Nicolin
Martedì 8-06-04 inizia un'altra lezione del corso di apnea 1.
Tutti dentro la vasca dei bambini per la prova di apnea statica.
"Ora riscaldatevi ragazzi" ci dice l'istruttore Igor.
La domanda nasce spontanea: "Igor, ma in 1/2 metro d' acqua, come facciamo a
riscaldarci?"
Risposta:" muovetevi come potete!!!" Vabbé, mi agito per un paio di minuti e
poi mi metto lungo disteso a pancia in giù con le mani appoggiate sul bordo
della vasca.
Igor è pronto con il cronometro, tre respiri profondi e tre normali e via
sotto con la testa.
"Rilassate tutto il corpo" ci suggerisce lui, che è fuori dall'acqua,
asciutto e con la maglietta!
Non è facile rilassarsi con i brividi di freddo che mi contraggono quei
pochi muscoletti sani che mi sono rimasti fedeli, e vabbé, concentriamoci e
facciamo un po' di training autogeno.
Chiudo gli occhi e cerco di sentire tutto il corpo, partendo dai piedi e
salendo un po' alla volta fino ad arrivare alle braccia.
Sembra che ci sia tutto!
Ogni tanto muovo il ditino per far vedere ad Igor che sono ancora cosciente.
Dopo non so quanto tempo, comincio a sentire le prime contrazioni diaframmatiche, ed il bisogno di respirare si fa sentire.
In teoria dovrei cercare di rilassarmi ancora di più, proprio adesso che
tutto il corpo sente la mancanza di ossigeno! ma come faccio?
Mi immagino appeso in parete, ormai al limite delle mie forze con il ritmo
cardiaco che sale vertiginosamente, il respiro comincia ad essere affannoso
e l'acido lattico sta per farmi aprire le mani, costringendomi a mollare la
presa volando nel vuoto.
Ma non sono appeso alla corda! Vedo Igor, che soddisfatto della performance
annuncia il tempo: "4 minuti e 5 secondi"!!
Ma che sia una metamorfosi kafkiana la mia, però in un pesce, o che ci sia
un antichissimo collegamento con il dio Nereo, simbolo del mare che veniva
rappresentato come un vecchio venerabile dai lunghi capelli canuti e barba
fluente, con in mano un tridente e col corpo terminante a coda di pesce...!
NOOOO!!!!!!. Mi controllo subito il corpo e sembra tutto nella norma.....
Facciamo finta di niente e continuiamo con i giochi nella vasca degli adulti
finalmente e tra un andata e ritorno in vasca in apnea con pinne e maschera,
esercizi di vestizione e varie tecniche di sommozzate arriva il momento
della chiusura. La lezione è finita purtroppo, le luci della piscina si
spengono e si deve uscire... Arrivo a casa e dopo aver mangiato qualcosa ed
aver sistemato l'attrezzatura, riesco a stendermi sul letto a pancia in su,
senza brividi di freddo questa volta.
Penso a quei momenti, in cui sarò sotto una colonna d'acqua alta 8 m, solo
con me stesso, con la mia aria, in un mondo che non mi appartiene, ma che mi
stimola attraverso il raggiungimento dei miei limiti, a capire me stesso,
cercando dentro di me, qualcosa che non riesco più a
ritrovare.................
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