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NITROX
di Manno (gio_ca_72@libero.it)

 

1.  Cos'è il Nitrox e a cosa serve

2.        Come funziona il Nitrox

3.1           Effetti dell'azoto

3.2     Effetti dell'ossigeno

3.        Procedure per l'uso del Nitrox

                                                       Versione 1.3 del 9 ottobre 2007

1.     Cos'è il Nitrox e a cosa serve

Il Nitrox è semplicemente una miscela che ha più ossigeno di quanto ne abbia l'aria normale.

Non è una miscela che si trovi in natura ma viene creata apposta per l’utilizzo in immersione

L'aria contiene circa il 21% di ossigeno (simbolo O2), circa il 78% di azoto (simbolo N) e infine meno dell'1% di gas rari che qui trascuriamo.

Il Nitrox invece contiene una percentuale variabile di O2, di solito il 32% o il 36%, e una percentuale proporzionalmente inferiore di azoto (rispettivamente 67% o 61% di N)

Viene anche detto "aria arricchita" o “aria iperossigenata” a causa appunto del maggior contenuto d'ossigeno rispetto all’aria ed indicato come EAN (Enriched Air Nitrox). Ad esempio EAN32 è una miscela di aria arricchita con il 32% di ossigeno.

Aumentando la percentuale di ossigeno si riduce la percentuale di azoto nella miscela. Quindi si respira meno azoto durante l'immersione.

L'azoto è il responsabile nei subacquei della malattia da decompressione che obbliga a tempi di permanenza limitati alle varie profondità e ad eventuali tappe di decompressione in caso di infrazione dei limiti.

L'azoto respirato in profondità infatti genera delle piccole bolle che al momento della risalita si espandono per effetto della diminuita pressione creando potenzialmente alcuni problemi tra cui la riduzione, o interruzione completa, del flusso sanguigno, l'attivazione di meccanismi infiammatori e la coagulazione, con perdita di fluidi dal sistema circolatorio.

Meno azoto nella miscela riduce quindi la possibilità di problemi di questo genere e si allungano i tempi di permanenza in immersione all'interno della  curva di sicurezza, senza cioè necessità di decompressione.

Inoltre la maggior parte dei subacquei esperti sostengono che immergersi col Nitrox riduce la stanchezza e il malessere che talvolta si generano dopo immersioni ad aria.

In sintesi il Nitrox ci permette di respirare meno azoto e quindi:

1) maggiori tempi di permanenza in curva di sicurezza

2) minori rischi di malattia da decompressione

3) maggior benessere post immersione[1]

2.     Come funziona il Nitrox

Abbiamo detto che con il Nitrox si respira più ossigeno e meno azoto.

Per calcolare gli effetti dell'utilizzo del Nitrox possiamo valutare gli effetti di questi due gas separatamente con le diverse percentuali di ciascuno che utilizzeremo.

Di seguito si tratta prima l’effetto dell’azoto e poi l’effetto dell’ossigeno

2.1    Effetto dell'azoto

Se l'aria ne contiene circa il 79% a un'atmosfera (0 metri sul livello del mare), scendendo a 10 metri, cioè con pressione di  2 atmosfere, ne respireremo il doppio. A 3 atmosfere (-20 metri) il triplo, e così via.

Il tasso di azoto che respiriamo alle varie profondità è detto pressione parziale di azoto (PPN).

Vediamo come cambia la PPN alle varie profondità utilizzando l'aria (79% N, 21% di O2)

 

Profondità

Atmosfere

 Pressione parziale d'azoto       (PPN)

 

 

 

0

1

0.79                                      0.79

10

2

0.79*2=                                1.58

20

3

0.79*3=                                2.37

30

4

0.79*4=                                3.16

40

5

0.79*5=                                3.95

 

Supponiamo adesso di utilizzare una miscela di aria arricchita al 38% di  O2 (e, evidentemente, 62% di azoto) e vediamo come cambia la PPN

 

Profondità

Atmosfere

 Pressione parziale d'azoto       (PPN)

 

 

 

0

1

0.62                                      0.62

10

2

0.62*2=                                1.24

20

3

0.62*3=                                1.86

30

4

0.62*4=                                2.48

40

5

0.62*5=                                3.1

 

Comparando le due tabelle salta all'occhio che, ad esempio, a 40 metri di profondità con Nitrox 38% si ha una pressione parziale di azoto inferiore a quella che si avrebbe con aria a 30 metri

E' possibile quindi misurare la pressione parziale di azoto (PPN) alle varie profondità per una certa miscela Nitrox, e trovare le varie profondità dove si avrebbe la stessa PPN con aria.

Il nostro scopo ora è calcolare la corrispondenza tra profondità con Nitrox e profondità con aria a parità di pressione parziale di azoto (i risultati del calcolo si trovano nelle tabelle)

PPN s.l.m. con Nitrox * Atmosfere alla profondità scelta = una certa PPN

PPN s.l.m. con Aria  * Atmosfere alla profondità corrispondente con aria = una certa PPN

Eguagliando i due termini, cioè le due PPN, possiamo calcolare le rispettive profondità a cui le due miscele aria e Nitrox hanno la stessa pressione parziale di azoto:

PPN s.l.m. con Nitrox * Atmosfere alla profondità Nitrox = PPN s.l.m. con Aria * Atmosfere alla profondità corrispondente con aria

Risolvendo:

                                                                                                              PPN s.l.m. con Nitrox

Atmosfere alla prof. corrisp. con aria = Atmosfere alla profondità Nitrox *  --------------------------

                                                                                                                PPN s.l.m. con Aria

 

Ottenute le atmosfere occorrerà trasformarle per ottenere la profondità in metri:

(Atmosfere alla profondità corrispondente con aria -1) *10 = profondità in metri

In questo modo, data la profondità a cui ci si immerge con Nitrox e la percentuale di Azoto della miscela, si può ricavare la corrispondente profondità ad aria, cioè la profondità a cui immergendosi con aria, si avrebbe la stessa pressione parziale di azoto

Vediamo ad esempio il caso del Nitrox 32%

La tabella seguente indica la profondità corrispondente tra Nitrox32% e Aria, a parità di pressione parziale d'azoto.[2] 

 

Profondità Nitrox 32

Profondità corrispondente aria

10

7,18

12

8,90

14

10,62

16

12,33

18

14,05

20

15,77

22

17,49

24

19,21

26

20,92

28

22,64

30

24,36

                                        

La curva di sicurezza sarà quindi più permissiva per il Nitrox in quanto prenderà in considerazione la profondità corrispondente con aria e ragionerà come se ci si trovasse a profondità inferiore in quanto inferiore è la quantità di azoto respirata.

2.2    Effetto dell'ossigeno

L'altra faccia della medaglia è che se da una parte viene ridotto l'azoto dall'altra aumenta l'ossigeno.

E così come l'azoto anche l'ossigeno può avere effetti pericolosi.

Due sono le controindicazioni dell’ossigeno rilevanti in questa sede:

·         l’esposizione a pressioni parziali troppo elevate

·         l’esposizione prolungata

Esposizione a pressioni parziali di ossigeno troppo elevata

Quando l'ossigeno supera 1.6 - 2.00 di pressione parziale (la soglia di pericolo dipende dai soggetti e da vari fattori di contorno) diventa tossico per il sistema nervoso centrale. Il rischio è particolarmente presente perché uno dei sintomi è la contrazione involontaria dei muscoli facciali  che rende impossibile mantenere l'erogatore in bocca con le evidenti conseguenze.

Per prudenza quindi non si supera mai 1.4 di PPO2, non ci si immerge cioè a profondità tali che portino la pressione parziale d'ossigeno oltre 1.4.

La situazione è però un po' diversa rispetto all'azoto.

Nel caso dell'azoto gli effetti nocivi sono funzione del tempo di esposizione, quindi diventa rilevante il tempo per cui si resta esposti ad una determinata pressione parziale ed in caso di superamento dei tempi si deve ricorrere alla decompressione.

Nel caso dell'ossigeno invece, più che il tempo di esposizione (che valuteremo in seguito) è importante la pressione parziale a cui si sottopone il subacqueo anche per periodi molto brevi. Pochi istanti a 2.2 di pressione parziale di O2 sott’acqua possono avere conseguenze pericolose.

Facciamo un esempio:

A 30 metri con EAN38 la profondità corrispondente con aria (per la quantità di azoto) è circa 21 metri. Il tempo di permanenza senza decompressione è quindi piuttosto lungo, circa 40 minuti. Ma se la quantità d'azoto è sotto controllo, almeno per un buon intervallo di tempo, così non è per l'ossigeno.

La pressione parziale d'ossigeno a 30 metri con EAN38 è già 1.52, pericolosamente vicina al massimo valore tollerabile[3].

Confrontiamo la pressione parziale dell'ossigeno immergendosi con aria e, ad esempio, con EAN38.

La pressione parziale dell'ossigeno alle varie profondità, immergendosi con aria, è la seguente:

 

Profondità

Atmosfere

Pressione parziale d' O2      (PP O2)

0

1

0.21                                0.21

10

2

0.21*2=                          0.42

20

3

0.21*3=                          0.63

30

4

0.21*4=                          0.84

40

5

0.21*5=                          1.05

50

6

0.21*6=                          1.26

 

La pressione parziale dell'ossigeno alle varie profondità, immergendosi con EAN38, è la seguente:

 

Profondità

Atmosfere

Pressione parziale d' O2      (PP O2)

0

1

0.38                                0.38

10

2

0.38*2=                          0.76

20

3

0.38*3=                          1.14

30

4

0.38*4=                          1.52

40

5

0.38*5=                          1.90

50

6

0.38*6=                          2.28

 

Dal confronto fra le due tabelle di esempio è chiaro come il Nitrox 38% sia molto più restrittivo come massima profondità ammessa. Infatti già a 30 metri si supera la soglia prudenziale di 1.4 di massima pressione parziale d'ossigeno mentre con l'aria tale soglia è oltre i 50 metri.

Per calcolare in modo rapido il limite di profondità ammesso con una data miscela EAN e pressione parziale di 1.4 basta effettuare il calcolo:

                                                                                     14

Limite di profondità con 1.4 di max pressione parziale: ( -------  ) - 10

                                                                                      O2

                                                                                     16

Limite di profondità con 1.6 di max pressione parziale: ( -------  ) - 10

                                                                                      O2

                                                                                       14

Ad esempio con EAN36 il calcolo per PPO2 max di 1.4 è:   ( ------  )  -  10 =   28.89  

                                                                                      0.36

                                                                     16

E con EAN36 e PPN max di 1.6 il calcolo è:   ( ------  )  -  10 =   34.44  

                                                                    0.36

In sintesi:

- per usare il Nitrox occorre considerare gli effetti dell'azoto (che diminuisce) e dell'ossigeno (che aumenta)

- meno azoto significa tempi più lunghi di immersione senza decompressione

- più ossigeno significa minori profondità consentite

- il Nitrox permette in sostanza maggiori tempi di permanenza ma ha limiti di profondità più restrittivi

Esposizione prolungata ad elevate pressioni parziali d’ossigeno

Prima di elencare alcune procedure pratiche di immersione con Nitrox resta da approfondire un ultimo aspetto teorico: gli effetti dell'ossigeno per esposizione prolungata.

Abbiamo visto che l'esposizione a PPO2 superiore a 1.6-2.0 può essere molto pericolosa anche se avviene per tempi brevi. Il punto che interessa affrontare ora è però l'effetto di prolungate esposizioni a pressioni parziali d'ossigeno inferiori a quelle considerate a rischio. E' un caso frequente in particolare con le immersioni ripetitive.

Ogni volta che ci si immerge ci si espone all'ossigeno con pressioni parziali superiori a quelle che si avrebbero a livello del mare. L'ossigeno così assorbito viene poi smaltito durante la permanenza fuori dall'acqua. Lunghe esposizioni all'ossigeno a pressioni parziali elevate, anche se inferiori a 1.4, possono però provocare problemi di salute che è comunque facile evitare monitorando sempre il proprio livello di esposizione tramite l'apposita tabella riportata qui.

Con essa si misura il proprio livello di esposizione all'ossigeno dopo ogni immersione con lo scopo di non eccedere mai il 90% di esposizione nell'arco di 24 ore con una o con la somma di più immersioni.[4]

 

 

ESEMPIO:

1         prima immersione delle 24 ore a 25 metri per 46 minuti con Nitrox 38   -> PPO2:  1.33 

2         seconda immersione delle 24 ore a 24 metri per 30 minuti con Aria       -> PPO2:  0.71

3         terza immersione delle 24 ore a 23 metri per 55 minuti con Nitrox 40    -> PPO2:  1.32

La prima immersione, con PPO2 massima di 1.33 (1.4 in tabella arrotondando per eccesso) per 46 minuti (52 minuti in tabella arrotondando per eccesso)  comporta una percentuale di esposizione del 35%.

La seconda immersione, con una PPO2 di 0.71 (0.8 in tabella) per 30 min. (45 in tabella) comporta una percentuale di esposizione del 10%.  

La terza immersione, con una PPO2 di 1.32 (1.4 in tabella) per 55 min. (60 in tabella), comporta una percentuale di esposizione del 40 %.

La somma delle tre percentuali dà un livello di esposizione da O2 nelle 24 ore pari a 85%, quindi ancora di poco al di sotto del limite massimo consigliato del 90%, ma di cui bisognerà tenere conto per pianificare un'eventuale successiva immersione che converrà rinviare in modo da far passare almeno 24 ore dalla prima immersione effettuata e ridurre così la percentuale di esposizione al 45% (10% + 35%).

Norme di sicurezza per la percentuale di esposizione:

1.       E' opportuno fare intervalli di almeno 1 ora in superficie tra le immersioni con aria arricchita, specialmente se si supera il 50% dell'esposizione permessa.

2.       Occorre trattare l'intera immersione come se fosse stata fatta alla profondità/pressione parziale maggiore.

3.       Non si deve superare il 90% dell'esposizione permessa in 24 ore.

4.       Se accidentalmente si supera la profondità assoluta (1.6 PPO2), dopo l'immersione si deve considerare la propria esposizione all'ossigeno come se fosse al 100% ed aspettare 12 ore prima di immergersi di nuovo.

3.     Procedure per l’uso del Nitrox

L'utilizzo di aria arricchita richiede alcune procedure specifiche sia per l'immersione che per la ricarica

1.       La bombola utilizzata per il Nitrox deve essere dedicata solo a quello, non deve mai essere usata per l'aria o per altre miscele, deve inoltre presentare una fascia o adesivo, di solito di colore verde e giallo, che  riporti la dicitura EAN.

2.       Prima di immergersi con una bombola Nitrox il subacqueo deve misurare la percentuale di O2 presente nella miscela tramite un misuratore d'ossigeno. Non deve fidarsi delle misurazioni fatte da altri ma controllare sempre personalmente visti i rischi che si corrono in caso di errore.

            La misurazione avviene nel seguente modo:

1                   Il misuratore d'ossigeno va tarato per assicurarsi che sia efficiente. La taratura può avvenire scuotendolo leggermente all'aria o esponendolo a un leggerissimo flusso di una bombola caricata ad aria. In entrambi i casi la percentuale d' O2 segnata deve essere pari al 21%.

2                   Dopo la taratura si espone il misuratore ad un leggerissimo flusso della bombola Nitrox finché il valore segnato non è stabile 

3                   Spesso al subacqueo è richiesta la firma di un registro e/o la compilazione di un'etichetta con la % di O2 rilevata, la data della rilevazione, la massima profondità consentita e il nome di chi ha effettuato la misurazione.

3.       Le tabelle utilizzate devono essere ovviamente quelle per il Nitrox. Il computer deve essere regolato con la % di ossigeno presente nella miscela utilizzata, in caso sia necessario un arrotondamento si imposta sul computer il valore percentuale immediatamente inferiore (es: % misurata di ossigeno 33.6, si imposta sul computer la miscela al 33% di O2). Un arrotondamento al valore superiore comporterebbe infatti un errato calcolo dei limiti di decompressione

 

4.       Quando l'ossigeno comincia a diventare tossico si avvertono spesso dei sintomi che devono spingere il subacqueo a risalire immediatamente, in modo controllato ma senza indugi, per evitare danni peggiori. Di solito una risalita di alcuni metri è sufficiente per farli cessare, ma naturalmente l'immersione è da interrompere. Tali sintomi, le cui iniziali formano la parola "VONVIC", sono principalmente:

o     Vertigini

o     Orecchie che avvertono uno scampanellio

o     Nausea

o     Visione disturbata, specialmente a tunnel

o     Irritabilità

o     Convulsioni

5.       Fino al 40% d'ossigeno nella miscela, l'attrezzatura personale (esclusa la bombola!) può essere quella utilizzata anche per l'aria. Oltre il 40% di ossigeno sono necessarie procedure particolari e attrezzature ossigeno compatibili specifiche.

6.       Le stazioni di ricarica, data l'alta infiammabilità dell'ossigeno, devono essere gestite con molta cura ed utilizzare materiali particolari per minimizzare i rischi di incendio

 



[1] Questa affermazione non è ancora stata convalidata tramite test scientifici statisticamente significativi ma diciamo che è ragionevolmente accettata dalla comunità subacquea

 

[2] Questa tabella è riportata solo a titolo di esempio: su Internet sono facilmente reperibili sia le tabelle con le corrispondenze tra profondità Nitrox e profondità Aria, sia le tabelle di immersione con le due miscele più utilizzate EAN32 e EAN36.

 

[3] 0,38 (cioè %O2 s.l.m.) * 4 atm = 1,52  mentre si è prudenzialmente stabilito come limite massimo 1,4 di PPO2

[4] A rigor di logica il rischio di raggiungere un'esposizione all'ossigeno superiore al 90% esiste sia per il Nitrox che per l'aria. Ma, come si vede nell'esempio, l'esposizione all'ossigeno usando aria è talmente bassa che diviene praticamente impossibile raggiungere livelli di esposizione pericolosi con immersioni in curva di sicurezza ed entro i 40 metri di profondità.

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