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La Bussola
Una completa ed interessante introduzione alla
storia e al funzionamento della bussola.
di Luca Bazzan
Bussola Strumento di orientamento,
utilizzato per individuare la direzione rispetto a un riferimento noto. I
due tipi principali di bussola sono la bussola magnetica, già conosciuta nel
XIII secolo, e la girobussola o bussola giroscopica, sviluppata all'inizio
del XX secolo. Nella bussola magnetica, la direzione viene indicata mediante
uno o più aghi magnetici che, sotto l'influenza del campo magnetico
terrestre, puntano verso il Polo Nord magnetico. La girobussola, invece, non
risente del magnetismo terrestre perché sfrutta il moto di rotazione della
Terra intorno al proprio asse. Ideata da Jean-Bernard-Léon Foucault, essa è
costituita principalmente da un sistema giroscopico che, essendo soggetto a
una coppia che mantiene l'asse di rotazione in un piano orizzontale, tende a
collocare tale asse sulla linea nord-sud parallela all'asse di rotazione
terrestre, indicando così il Polo Nord geografico.
Nella sua forma più semplice,
la bussola magnetica è costituita da un ago magnetico, libero di ruotare su
un piano orizzontale, montato su un perno posto al centro di un quadrante
circolare chiamato rosa (nome derivato dalla rosa dei venti), suddiviso in
360 gradi.
Le bussole nautiche magnetiche
sono equipaggiate con più aghi magnetici paralleli fissati sulla faccia
inferiore della rosa, che è libera di ruotare sul proprio asse all'interno
di un involucro di bronzo, detto mortaio, chiuso da un coperchio di vetro.
Le bussole nautiche sono montate su sospensioni cardaniche in modo che la
rosa sia sempre in posizione orizzontale, per ridurre gli effetti del rollio
e del beccheggio della nave.
Nella bussola a liquido, il
tipo più stabile di bussola nautica, il mortaio è riempito con una miscela
di alcol e acqua, nella quale la rosa galleggia e ruota intorno al proprio
asse. Il liquido alleggerisce il peso della rosa sul perno, che così è
soggetto a un attrito minore, ma soprattutto smorza le oscillazioni
provocate dal movimento della nave, per cui questo tipo di bussola è
preferito alla bussola a secco. In entrambi i tipi, la lettura della
direzione si esegue per confronto della posizione della rosa rispetto a una
linea nera (detta linea di fede) tracciata sul diametro del coperchio di
vetro.
L'ago della bussola si orienta
esattamente verso il nord magnetico soltanto se sulla nave non si verificano
fenomeni magnetici e se nelle vicinanze dello strumento non vi sono masse di
acciaio, o in generale di materiale ferromagnetico. Per evitare la
deviazione dell'ago a causa di influenze esterne, la bussola è montata su
una colonnina (detta chiesuola), saldamente fissata alla struttura della
nave, all'interno della quale si trovano dei magneti compensatori.
Un altro possibile errore è
dovuto alla variazione della declinazione magnetica, ossia dell'angolo tra
meridiano geografico e meridiano magnetico. La declinazione magnetica
subisce variazioni quantitative, direzionali e temporali note per la maggior
parte delle località terrestri, e quindi registrate sulle carte nautiche, ma
in occasione di tempeste magnetiche essa subisce anche variazioni temporanee
e imprevedibli, soprattutto a latitudini elevate.
La bussola giroscopica, che
comprende uno o più giroscopi, viene installata su grandi unità navali. Il
suo principio di funzionamento segue quello del giroscopio: una trottola in
rapida rotazione tende ad allineare il suo asse di rotazione a quello
terrestre. A differenza della bussola magnetica, essa punta verso il nord
geografico e, non risentendo della presenza del campo magnetico terrestre,
non è soggetta agli errori di deviazione e a quelli dovuti alla variazione
della declinazione magnetica. Nello strumento sono previsti dispositivi di
correzione della deriva verso est, associata al moto di rotazione terrestre,
e degli errori di velocità e di rotta. In genere, sulle navi oceaniche la
girobussola è collegata elettricamente al pilota automatico, lo strumento di
governo automatico della nave, al quale invia segnali per il costante
mantenimento della rotta.
Le bussole utilizzate nella navigazione marittima non
sono adatte alla navigazione aerea, soprattutto a causa delle improvvise
virate e delle rapide variazioni di velocità tipiche degli aeroplani. Le
bussole di uso aeronautico dispongono di unità direzionali magnetiche
stabilizzate mediante pendoli e giroscopi e sono note come bussole
girostabilizzate. In questi strumenti, che funzionano sul principio
dell'induzione elettromagnetica, il magnetometro sensibile alla direzione è
costituito da bobine a induzione e dispositivi predisposti in modo che le
variazioni direzionali risultino proporzionali alla tensione indotta dalla
variazione di flusso del campo magnetico terrestre, la quale può così essere
utilizzata per attivare a distanza degli indicatori di direzione.
Giroscopio Qualunque sistema fisico
dotato di una simmetria di rotazione intorno a un asse. Con il termine
giroscopio si indica comunemente un corpo di forma sferica o di ruota o di
disco, montato su sospensione cardanica in modo da poter ruotare in
qualunque direzione. Le caratteristiche fondamentali di un sistema di questo
tipo sono l'elevata inerzia, ovvero la permanenza dell'asse di rotazione, e
la precessione, ovvero la tendenza dell'asse di rotazione a disporsi ad
angolo retto rispetto al piano individuato dall'asse stesso e da una
qualsiasi forza a esso applicata, e che consiste sostanzialmente in un lento
moto conico dell'asse. Queste due proprietà sono comuni a qualunque corpo in
rotazione intorno a un asse di simmetria, compresa la Terra. Un giroscopio
vincolato a mantenere costante la direzione del proprio asse di rotazione
viene detto talvolta girostato: in quasi tutte le applicazioni pratiche, il
giroscopio funziona appunto in questo modo. Il prefisso "giro" viene
d'abitudine aggiunto al nome dell'applicazione come, ad esempio,
"girobussola", "girostabilizzatore" e "giropilota".
La stabilità nello spazio
dell'asse di un giroscopio è una conseguenza dei principi della dinamica.
Una volta messo in rotazione, in assenza di forze esterne, un giroscopio
tende a mantenere fissa nello spazio la direzione del suo asse di rotazione.
In altre parole è caratterizzato da un'inerzia elevata e per deviare l'asse
dalla direzione originale occorre applicare una forza di intensità
nettamente maggiore di quella che sarebbe sufficiente se il sistema fosse
fermo. Questa situazione può essere osservata ad esempio nel moto di una
comune trottola, soggetta alla forza di gravità. La permanenza dell'asse
nello spazio è inoltre particolarmente evidente in un modello di giroscopio
consistente in un volano con sostegno ad anelli, tale che l'asse possa
assumere qualunque orientazione nello spazio. Comunque si disponga il
modello, girandolo o inclinandolo, il volano effettuerà il suo movimento nel
piano di rotazione iniziale, almeno finché la velocità di rotazione è
sufficiente a vincere l'attrito dei perni.
I giroscopi trovano importanti
applicazioni nei sistemi di navigazione automatica o di guida inerziale, in
aeroplani, veicoli spaziali, missili guidati, razzi, navi e sottomarini. Gli
strumenti di guida inerziale di questi sistemi comprendono giroscopi e
accelerometri, che misurano continuamente la velocità e la direzione del
veicolo in movimento e inviano segnali a un computer, che registra e
compensa gli eventuali sensibili scostamenti dai valori prefissati. Nei
missili e in apparecchi di volo sofisticati, i dispositivi propriamente
inerziali sono stati sostituiti dai cosiddetti giroscopi-laser, che misurano
le variazioni indotte in due raggi laser – ruotanti in senso opposto – dalle
variazioni di direzione del veicolo. Un altro sistema avanzato, chiamato
giroscopio a sospensione elettrica, fa uso di una sfera cava di berillio
sospesa in una culla magnetica.
Se si applica una forza
all'asse di rotazione per mutarne la direzione, esso tende a disporsi lungo
la direzione perpendicolare al piano individuato dalla forza applicata e
dall'asse medesimo; quest'ultimo si mette quindi in moto, descrivendo un
cono ideale. Il movimento, detto precessione, è dovuto all'azione congiunta
della forza applicata e del momento angolare del corpo in rotazione.
L'elevata inerzia dell'asse di
rotazione e la forza di gravità vengono sfruttate per utilizzare un
giroscopio come indicatore di direzione o bussola. Brevemente, se
immaginiamo di porre un giroscopio sull'equatore, montato con l'asse
orizzontale di rotazione in direzione est-ovest, esso continuerà a indicare
l'equatore, mantenendo la medesima direzione nello spazio, mentre la Terra
ruota da ovest verso est: di conseguenza, l'estremo est dell'asse si muoverà
verso l'alto rispetto al suolo. Se alla struttura portante del giroscopio si
applica un tubo, parzialmente riempito di mercurio, in modo che subisca la
stessa deflessione dell'asse del giroscopio rispetto al suolo, il peso del
mercurio, che si accumula verso l'estremo più basso (ovest), applica una
forza verticale all'asse del giroscopio. Il giroscopio tende a resistere a
questa forza, e precede intorno al suo asse verticale, verso il meridiano.
Nella girobussola le forze di controllo sono applicate automaticamente con
intensità e direzione opportune, in modo che l'asse del giroscopio mantenga
la direzione del meridiano, vale a dire punti fra nord e sud.
Le girobussole sono ormai
montate su tutte le navi del mondo. Esse sono esenti dalle anomalie delle
bussole magnetiche; indicano il nord geografico invece del nord magnetico e
hanno abbastanza stabilità da rendere possibile il governo di apparecchi
ausiliari come registratori di rotta, giropiloti e bussole ripetitrici. Il
giropilota da marina non ha un proprio giroscopio, ma acquisisce
elettricamente qualunque scostamento dalla rotta prestabilita rilevata dalla
girobussola; questi segnali elettrici sono amplificati e applicati a un
servomeccanismo che controlla il timone in modo che la nave riprenda la
giusta rotta.
Rosa
dei venti
Rappresentazione grafica, riferita al punto in cui si trova un osservatore,
dei quattro punti cardinali (nord, sud, est e ovest) e dei quattro punti
intermedi che individuano altrettante direzioni (nord-est, sud-est,
sud-ovest e nord-ovest). Tra questi otto punti se ne possono rappresentare
altri otto intermedi (nord-nord-est, est-nord-est ecc.) e così via. Per
indicare con precisione una data direzione rispetto al nord (azimut), la si
esprime in gradi angolari.
Questa rappresentazione,
riportata tradizionalmente sulle carte nautiche (vedi Cartografia),
faceva corrispondere ai quattro punti cardinali e ai quattro punti intermedi
i nomi degli otto venti conosciuti da tutti i naviganti. I nomi dei venti
sono: settentrione o tramontana (da nord), grecale (da nord-est), oriente o
levante (da est), scirocco (da sud-est), mezzogiorno o austro (da sud),
libeccio (da sud-ovest), occidente o ponente (da ovest) e maestrale (da
nord-ovest).
Foucault, Jean-Bernard-Léon
(Parigi 1819-1868), fisico francese. Il suo nome è legato alla misura della
velocità della luce e alla prima prova fornita a dimostrazione della
rotazione terrestre.
Foucault misurò la velocità
della luce con un esperimento analogo a quello della ruota dentata,
effettuato poco tempo prima da Armand Fizeau. Dimostrò inoltre che la
velocità della luce dipende dal mezzo in cui si propaga e, in particolare,
che è maggiore nell’aria di quanto non sia nell'acqua. Nel 1851 fornì la sua
spettacolare dimostrazione della rotazione della Terra mediante un pendolo
sospeso a un filo di acciaio nella cupola del Panthéon di Parigi: il peso
del pendolo recava all’estremità inferiore uno stilo che segnava la traccia
delle oscillazioni su un fondo di sabbia; nell’arco di una giornata,
Foucault mostrò che la traccia non rimaneva sempre nella stessa posizione,
ma compiva una rotazione completa; poiché in assenza di forze esterne il
piano di oscillazione del pendolo deve rimanere sempre uguale a se stesso,
la rotazione della traccia rappresentava una dimostrazione incontestabile
della rotazione della Terra.
Nel campo dell’elettromagnetismo, Foucault fu uno dei
primi scienziati a dimostrare l'esistenza delle correnti parassite (oggi
note anche come correnti di Foucault) generate dai campi magnetici. Sviluppò
inoltre un metodo di misurazione della curvatura degli specchi dei telescopi
e ideò strumenti di vario genere, tra i quali un prisma polarizzante e il
giroscopio, che è la base della moderna bussola giroscopica.
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