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Honduras: Roatan, relax senza tentazioni
di Igor De Ruitz (webmaster@tremari.it)
Marzo 2007
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Chi mi conosce sa che non amo le vacanze pacchetto,
tanto meno i villaggi All‑Inclusive dove non è nemmeno
richiesto che l’ospite varchi il recinto per vedere il
mondo all’esterno, quelli dove essere in Repubblica
Dominicana, Cuba o Messico non fa nessuna differenza,
tra loro sono indistinguibili.
Mi sono sempre ritenuto un viaggiatore con in mano
esclusivamente il biglietto di andata/ritorno, perciò
quando Claudia quest’Inverno mi ha chiesto di concederci
il lusso di una fuga ai tropici di una settimana, ho
storto parecchio il naso. Alla fine, dopo parecchie
insistenze e trattative, ho acconsentito ad una sola
condizione: il posto dove ci saremmo recati non doveva
offrire nessuno spunto alle escursioni.
Forse a voi questa richiesta potrà sembrare il
vaneggiare di un pazzo, ma in realtà ha una sua logica:
io non riuscirei mai a chiudermi dentro un villaggio
sapendo che all’esterno ci sono meravigliosi posti da
visitare, mi sentirei limitato sia dal punto di vista
logistico che dal tempo a disposizione. Per fare un
esempio pratico, non riuscirei mai a imprigionarmi per 1
settimana dentro un villaggio in Messico, sapendo che
all’esterno ci sono antichi siti archeologici e
caratteristiche cittadine coloniali. Molto meglio
un’isoletta in mezzo all’oceano dove posso, senza
rimorsi, farmi un’overdose di immersioni subacquee.
Se
cercate un’isola latina che offra la possibilità di fare
belle immersioni e nello stesso tempo sia lontana da
altre attrattive turistiche, Roatan salta all’occhio
quasi immediatamente. Le grandi isole caraibiche tipo
Jamaica o Hispaniola, non offrono grandi fondali.
Ambergris Caye è certamente uno dei posti più belli al
mondo per fare immersioni, ma è troppo vicina alle
meraviglie naturalistiche e archeologiche del Belize (e
poi ci eravamo già stati).
Un ottimo compromesso è invece l’isoletta Honduregna di
Roatan, che si trova in prossimità dell’inizio della
barriera corallina del Belize (la più grande al mondo
dopo quella Australiana). Dunque, mentre dal punto di
vista subacqueo siete in una botte di ferro,
l’attrattiva turistica più vicina è il sito Maya di
Copàn con le stele meglio conservate del Centroamerica,
ma comunque sufficientemente lontano da scoraggiare
anche il più frenetico dei viaggiatori.
Bene!
Il dado è tratto! Si va a Roatan!

Tanto
per rendere noto subito il finale di questa breve
storia, siamo rimasti tutti molto soddisfatti della
nostra scelta, passare una settimana invernale a Roatan
è stato assai appagante. I ritmi sonnolenti e le
meravigliose spiagge bianche ci hanno permesso di
ricaricare le batterie, alternando il torpore del sole
tropicale ai meravigliosi fondali da cartolina… e già
che c’eravamo, abbiamo rispettato anche il nostro solito
copione di viaggiatori, organizzandoci un’esplorazione
dell’isola in piena autonomia.
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Un giorno a zonzo
Volendo “saltare la staccionata”, l’isola di Roatan
con i suoi 45 Km di lunghezza e 5 Km di larghezza, vi
permette di fare anche una giornata di escursione
viaggiando sull’unica strada che la percorre (parliamo
di una settantina di chilometri). La capitale, Coxen
Hole, è un piccolo agglomerato di case disposte
lungo la strada principale, ma come ogni paesetto latino
che si rispetti, è dotata di una vivacità quasi
eccessiva per la sua dimensione. Molto più pittoreschi
sono i piccoli paesetti di case di legno che si
incontrano abbandonando la strada asfaltata nei punti
più remoti dell’isola. Il paesetto di Oak Ridge
vi darà la possibilità di fare un simpatico giro in
barca in mezzo ai canali, circondati dalle mangrovie e
dalla natura selvaggia; se siete in spirito di
avventura, chiedete di Capitan Esmeraldo: l’allucinato
capitano, che si ciba solamente di rhum e canne (non
quelle da zucchero), conduce una traballante bagnarola
kitsch, con appesi qua e là i più strambi ammennicoli.
Ah, un consiglio: non vi sognate di chiamarlo
semplicemente Esmeraldo, ci tiene molto al titolo di
Capitano, poiché probabilmente nel suo permanente
viaggio psichedelico è convinto di condurre un
transatlantico… chi siamo noi per arrogarci il diritto
di svegliarlo per riportarlo alla realtà!
La vita notturna è forse l’unica nota dolente, ci
saremmo aspettati di più da un’isola caraibica. Roatan è
invece molto pigra e sonnacchiosa, si anima solamente il
Venerdì sera che è giorno di paga: la popolazione
festaiola si riversa a West End per ballare, bere
e sperperare il proprio salario al punto che Sabato sera
non ha più una lira in tasca e West End ritorna ad
essere una città fantasma.
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I vicini illustri
A
Canyon Reef, come praticamente in tutti i punti di
immersione, si nota la vicinanza con l’illustre barriera
corallina del Belize, la conformazione del fondale è
caratterizzata da enormi spaccature e canaloni tipici
dei cayes, impossibile resistere alla tentazione
di infilarsi in ogni anfratto, sia che siate dotati di
bombole, sia che siate in apnea.
I
relitti ai Caraibi sanno essere particolarmente
emozionanti, se non altro perché la visibilità subacquea
rende possibile vederli a colpo d’occhio nella loro
interezza; non fa eccezione il relitto El Aguila,
ideale per essere esplorato con calma utilizzando una
miscela Nitrox.
L’immersione più famosa di Roatan è Cara a Cara
(faccia a faccia), si tratta di una punta corallina che
si protende al largo dell’isola a 20 metri di profondità
e proprio per questa ragione è battuta da costanti
correnti; ogni subacqueo sa che dove c’è corrente c’è
vita, infatti la zona è abitata da una numerosa famiglia
di squali grigi avvistabili con molta facilità,
accompagnati spesso da grosse cernie stanziali. Il
problema è che data la peculiarità unica del sito, i
prezzi sono levitati oltre misura: tanto per farvi
capire abbiamo dovuto sganciare 180 ritratti di George
Washington a testa, per fare le 2 immersioni di rito.
Se avete dunque solo una settimana a disposizione e
volete isolarvi dal resto del mondo in un ambiente
rilassante ma che sappia offrire anche emozioni senza spendere molto… beh, Roatan potrebbe essere una scelta da
considerare seriamente.
E per concludere, vi presento l'allegra brigata:
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