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Italia: Lago di Lavarone
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Interessante, ma forse un po’ troppo “tecnica” (a sentire alcuni partecipanti), la relazione del Dott. Marco Kogoj, che ha esposto in maniera "concentrata" i problemi fisiologici legati all’ipotermia; tra le tante, un’affermazione mi è rimasta impressa: in caso di rischio di ipotermia, anche se l’istinto ci dice di muoverci per scaldarci, bisogna invece stare fermi e respirare lentamente, al fine di evitare inutili dispersioni di calore. Molto coinvolgente è
stato l’intermezzo sugli squali, poco attinente alle immersioni
sotto i ghiacci a detta dello stesso relatore, ma in definitiva
direi imperdibile: Alberto Luca Recchi, professionista della ripresa
subacquea, realizzatore di numerosi documentari per molte rinomate
trasmissioni televisive, ci ha parlato delle abitudini e del
carattere degli squali. Ci ha fatto inoltre vedere un filmato
incredibile, dove uno squalo bianco che aveva deciso di fare il
pranzo con un’otaria, la inseguiva a tutta velocità e saltava di
vari metri fuori dall’acqua per tentare di addentarla. La
proiezione, oltre a provocare esclamazioni spontanee a tutta la
platea, ha fatto pensare a molti subacquei che forse non è il caso
di andare a fare immersioni in Sud Africa. Furbo il comportamento
dell’otaria, essa invece che fuggire, conscia del fatto che lo
squalo bianco ha una stazza maggiore, tentava di stargli in coda,
sfruttando il deficit di manovrabilità del predatore. |
Adesso Alessandro ti cedo volentieri la parola, che essendo alla tua prima esperienza sotto i ghiacci, sei la persona più indicata per parlarci dell'immersione.
Bene
grazie Igor.Ci siamo preparati di fretta perché in ritardo, non per colpa nostra, ma un gruppo da Rovereto si è ritirato all'ultimo momento, quindi noi che eravamo gli ultimi siamo balzati in testa alla lista. Mentre andavamo verso le buche, vedevamo gli altri andare verso la tenda riscaldata e facevano commenti del tipo "bello ma non si vedeva a due metri", oppure, "bello ma che freddo" ed io e la Claudia ci continuavamo a guardare. Igor ha dovuto fare due immersioni (beato lui) perché io non ho trovato un compagno. OK tutto pronto, attrezzatura controllata e
ricontrollata avevo in mente solo quella maledetta sagola "se la
devo tenere con la mano sinistra come faccio a regolarmi
l'assetto?". |
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Finora tutto OK. Do l'OK a Igor, sgonfio il GAV e... l'immersione
ha inizio. |
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L'immersione è fattibilissima anche per un principiante come me,
che tra l'altro non ha mai visto mari o laghi caldi. |

Terminata l'immersione, ci ritroviamo con una bella esperienza nel nostro bagaglio, il materiale didattico ANIS sulle immersioni sotto i ghiacci e sulle immersioni in quota e per finire un attestato di partecipazione (n.d.r. con due attestati si riceve di diritto il brevetto di specialità). Promossa dunque a pieni voti la manifestazione e arrivederci all'anno prossimo, infatti in occasione del ventennale, gli organizzatori e il sindaco ci hanno promesso grandi cose.
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