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Italia: Lago di Lavarone
XIX Stage sotto i Ghiacci (ANIS)
testo di Igor De Ruitz (webmaster@tremari.it) e Alessandro Rasotto
foto di Alberto Bucciantini
Inverno 2004

Sabato 31 Gennaio e Domenica 1 Febbraio 2004 si è tenuto presso il Lago di Lavarone (provincia di Trento), il diciannovesimo “Stage sotto i Ghiacci” dell’ANIS (Associazione Nazionale Istruttori Subacquei). La manifestazione prevedeva una conferenza il Sabato sugli argomenti connessi alle immersioni sotto i ghiacci e alle immersioni in quota (già, in un colpo solo e con una sola immersione, sul libretto ci siamo segnati sia un’immersione sotto i ghiacci che una in quota), mentre la Domenica toccava alle immersioni vere e proprie.

Allo stage, oltre a numerosi subacquei ricreativi, hanno partecipato gruppi della Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Volontariato, Croce Rossa Italiana ed il Nucleo Sommozzatori della Polizia di Stato.

Sabato…

I relatori intervenuti hanno esposto argomenti molto interessanti, anche se le necessità tecniche hanno imposto tempi molto ristretti. Breve è stata per esempio la relazione della Polizia di Stato e della Scuola Bergamo Sub sulla sicurezza nelle immersioni sotto i ghiacci: effettivamente, anche se personalmente avrei desiderato sentirne molto di più sull’argomento, non posso dare torto all’organizzazione che ha deciso di concentrare in poche ma essenziali regole le disposizioni riguardanti l’immersione (meno si dice, più si ricorda!).  Tanto per rendervi partecipi, il sistema era semplice quanto efficiente: si scende ovviamente in coppia, sagolati individualmente; nel caso un subacqueo perda sia il compagno che la propria sagola di sicurezza (situazione da premio Oscar!), deve semplicemente risalire e appoggiare una mano sotto la superficie del ghiaccio; a quel punto entra in azione un subacqueo della Polizia di Stato, che sagolato anche lui inizia a nuotare radente al ghiaccio, eseguendo un ampio cerchio attorno al foro di entrata. Se il subacqueo smarrito sta tenendo la mano appoggiata alla lastra ghiacciata, prima o poi la cima del soccorritore lo aggancerà.

Interessante, ma forse un po’ troppo “tecnica” (a sentire alcuni partecipanti), la relazione del Dott. Marco Kogoj, che ha esposto in maniera "concentrata" i problemi fisiologici legati all’ipotermia; tra le tante, un’affermazione mi è rimasta impressa: in caso di rischio di ipotermia, anche se l’istinto ci dice di muoverci per scaldarci, bisogna invece stare fermi e respirare lentamente, al fine di evitare inutili dispersioni di calore.

Molto coinvolgente è stato l’intermezzo sugli squali, poco attinente alle immersioni sotto i ghiacci a detta dello stesso relatore, ma in definitiva direi imperdibile: Alberto Luca Recchi, professionista della ripresa subacquea, realizzatore di numerosi documentari per molte rinomate trasmissioni televisive, ci ha parlato delle abitudini e del carattere degli squali. Ci ha fatto inoltre vedere un filmato incredibile, dove uno squalo bianco che aveva deciso di fare il pranzo con un’otaria, la inseguiva a tutta velocità e saltava di vari metri fuori dall’acqua per tentare di addentarla. La proiezione, oltre a provocare esclamazioni spontanee a tutta la platea, ha fatto pensare a molti subacquei che forse non è il caso di andare a fare immersioni in Sud Africa. Furbo il comportamento dell’otaria, essa invece che fuggire, conscia del fatto che lo squalo bianco ha una stazza maggiore, tentava di stargli in coda, sfruttando il deficit di manovrabilità del predatore.
Facciamo ora tutti un minuto di raccoglimento… l’otaria non ce l’ha fatta.

Domenica…

Adesso Alessandro ti cedo volentieri la parola, che essendo alla tua prima esperienza sotto i ghiacci, sei la persona più indicata per parlarci dell'immersione.

Bene grazie Igor.
Ci siamo preparati di fretta perché in ritardo, non per colpa nostra, ma un gruppo da Rovereto si è ritirato all'ultimo momento, quindi noi che eravamo gli ultimi siamo balzati in testa alla lista.
Mentre andavamo verso le buche, vedevamo gli altri andare verso la tenda riscaldata e facevano commenti del tipo "bello ma non si vedeva a due metri", oppure, "bello ma che freddo" ed io e la Claudia ci continuavamo a guardare.
Igor ha dovuto fare due immersioni (beato lui) perché io non ho trovato un compagno.

OK tutto pronto, attrezzatura controllata e ricontrollata avevo in mente solo quella maledetta sagola "se la devo tenere con la mano sinistra come faccio a regolarmi l'assetto?".
Igor, già in acqua, aspetta solo me (io?). Se penso che di quelle 30 atmosfere che ho consumato in immersione, 20 le ho consumate fuori d'acqua su quel bordo in legno!
1... 2... 3... passo da gigante e giù.
 

Finora tutto OK. Do l'OK a Igor, sgonfio il GAV e... l'immersione ha inizio.
Come ho messo la testa sott'acqua i timori e l'ansia sono svaniti in un millesimo di secondo.
Visto che il lago era completamente coperto di neve, pensavo che, effettivamente non si vedesse molto, invece, uno spettacolo stupendo si presentava ai miei occhi.
Il sole, filtrato dalla neve e dal ghiaccio faceva un effetto stupendo, una luce di colore violaceo e bluastro (tipo neon), illuminava i primi 3/4 metri e tre fasci di luce più intensi (quelli provocati dai buchi) mi davano una fantastica emozione.
Abbiamo anche fatto delle foto (non venute per causa di infiltrazioni d'acqua nella macchinetta).
Siamo stati in acqua per circa 5 minuti ad una profondità di 6/7 metri circa. Mai avuto freddo ed ero molto tranquillo purtroppo è durata troppo poco, ma le emozioni provate sono state veramente tante.
 

L'immersione è fattibilissima anche per un principiante come me, che tra l'altro non ha mai visto mari o laghi caldi.
Un grazie particolare ad Igor e a Claudia che mi hanno accompagnato in una meravigliosa esperienza.

Concludendo...

Terminata l'immersione, ci ritroviamo con una bella esperienza nel nostro bagaglio, il materiale didattico ANIS sulle immersioni sotto i ghiacci e sulle immersioni in quota e per finire un attestato di partecipazione (n.d.r. con due attestati si riceve di diritto il brevetto di specialità). Promossa dunque a pieni voti la manifestazione e arrivederci all'anno prossimo, infatti in occasione del ventennale, gli organizzatori e il sindaco ci hanno promesso grandi cose.

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