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Italia: Relitto Nasim II
di Rino Iannì
Agosto 2003

Mi chiamo Rino e appartengo ad un circolo subacqueo di Vicenza che, tra i suoi obbiettivi, si propone la pratica e la diffusione dell'immersione tecnica.

Martedì 5 agosto, ore 8.00, Porto Santo Stefano - Argentario.....

Il nostro obbiettivo il relitto del Nasim II a Giannutri. L'immersione è stata condotta in coppia con Massimo Degregorio e resa possibile grazie alla disponibilità offerta dal Diving Cala Galera, che in questa sede pubblicamente ringrazio per professionalità, disponibilità e simpatia offerta.
Siamo stati "traghettati" proprio in cima al relitto, segnalato da un pedagno sommerso a circa 2 metri di profondità e dopo un irrinunciabile ultimo briefing direzionale siamo scesi velocemente ritrovandoci direttamente sulla murata di dritta del relitto a -45,5, dopodiché abbiamo raggiunto il fondo dal lato della coperta (-56,5) per iniziare il giro pianificato, siamo al 2° minuto.
Doppiata la poppa, abbiamo raggiunto la chiglia passando sotto il relitto,  che a poppavia è leggermente sollevato dal fondo; all'ombra del gigante sommerso abbiamo ammirato un folto banco di saraghi accompagnati da qualche corvina.
Raggiungiamo le eliche che si trovano ca. 4 metri più in alto, uno sguardo fugace al timone, tristemente inclinato, e poi siamo tornati sul lato della coperta e del castello, inoltrandoci solo leggermente verso l'interno (non era stata pianificata nessuna penetrazione, che ci riserviamo di fare in seguito) e dentro un boccaporto si è lasciato scorgere un grongo veramente mastodontico, non mi lascio andare in dichiarazioni sulle dimensioni per non passare da pescatore, ma posso garantire che si trattava di un esemplare veramente molto, molto grande.
Qualche altro abitante del relitto si è fatto avvicinare, tra cui un paio di belle aragoste.
Avevamo pianificato due controlli aria, uno al 10° ed uno al 20° minuto, una comunicazione per la verifica dello stato narcotico da darsi con delle indicazioni numeriche di complemento al numero 5 e l'identificazione dei bar minimi che, se raggiunti prematuramente, avrebbero determinato l'interruzione anticipata dell'immersione.

Segnalati poi i due minuti alla risalita ci siamo "alzati" in direzione della prua dalla quale ci siamo staccati al 25° minuto dirigendo verso la costa (che era visibile dal relitto!!), e verso le varie tappe pianificate. Il profilo, di 25 minuti a 60 metri, è stato pianificato con il software GAP, con algoritmo ZH-L16C, senza fattori conservativi impostati. Dal momento che dalle informazioni raccolte sapevamo di poter incontrare una delle tante macchine disperse sul fondo a 30 metri abbiamo aggiunto al profilo pianificato 5 min a 30 metri. Il risultato è stato il seguente: 1' a 18m, 2' a 15m, 6' a 12m, 6' a 9m e 18' a 6m in ossigeno.

La nostra attrezzatura consisteva in: bibo 12+12 a 250bar con rubinetteria a 300 bar (caricato ad aria a 260 atm abbondanti) con manifold, bombolino da 5 l in acciaio con ossigeno (caricato a 190bar), stagna, gav 40+40 l OMS, spallacci tipo spleo, erogatori Poseidon Jetstream, doppio manometro, pallone di sollevamento, reel con 60 mt di cima, doppio computer (che abbiamo utilizzato solo per la determinazione del tempo e della profondità, sistema di illuminazione Fa&MI Solar 30.

La visibilità, soprattutto per noi frequentatori di lago, era esagerata, basti pensare che il relitto lo si poteva vedere tutto!!!
Al termine di questo tuffo abbiamo dedicato una ventina di minuti per il debriefing e poi ci siamo rilassati e giuggiolati per la splendida riuscita di questo tanto aspettato tuffo.

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