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Italia: Riva del Garda
di Rino Iannì
26 Dicembre 2003

La tradizionale immersione di S.Stefano, oltre ad essere una sorta di chiusura ufficiale della stagione, per noi è sempre una buon’occasione per passare una giornata tra amici (quest'anno veramente tanti), e viste le condizioni di visibilità dell'acqua, il piacere aumenta e quasi si dimentica di essere nel solito lago. Quest'anno per concludere all'insegna dell'immersione tecnica, siamo sprofondati a 85 mt, con un tempo di fondo di 15 minuti.

La giornata è iniziata con la partenza alle ore 7.15 da Vicenza.
In auto ripercorriamo tutte le tappe che ci porteranno al nostro obiettivo ripetendo punto per punto quello che ormai da più di 15 giorni abbiamo deciso, (miscele, piano deco, profondità, tempi, configurazione, ecc.ecc.).
Valutiamo anche la non remota possibilità d’aborto immersione per scarsa visibilità, perché nelle immersioni precedenti avevo notato che l'acqua era cristallina in superficie, ma tendeva ad intorbidirsi oltre i 40 - 45 mt.
Arriviamo sul piazzale alle 8.25, la temperatura è rigida e fortunatamente per ora non c'è vento. Lentamente cominciamo a scaricare le pesanti attrezzature, ricontrollando nuovamente le miscele, il corretto assemblaggio e il funzionamento di tutti i componenti. Ci vogliono almeno 3 viaggi per portare tutto in prossimità dell'acqua, ma anche questo è previsto...Sono quasi le 10 e mentre noi siamo pronti a "bardarci" di tutto punto, cominciano ad entrare anche altri sub, che un pò incuriositi vogliono avere qualche informazione.. Purtroppo i tempi sono tirati e la concentrazione è tanta, per cui ci limitiamo a delle risposte sintetiche e forse un pò scortesi.... d'altro canto, la nostra preparazione deve procedere.
Finalmente in acqua, decompressive indossate, controllo compagno-bolle (
safety drill) eseguito, ci si dirige lentamentissimamente verso la boa che è ancorata su un corpo morto a circa 20 - 22 mt..Arrivati sul punto di lancio ci posizioniamo faccia a faccia, e prima Luigi, poi io, facciamo l’ultimo, irrinunciabile briefing direzionale ripetendo brevemente tutti i punti salienti dell'immersione, fissandoli così in modo indelebile e immutabile.

Si scende, posizione buona, velocità discreta, hop primo salto dopo il corpo morto e giù verso i -45 dove facciamo un level off di 10 secondi prima di riprendere la "caduta". La lucidità è esagerata, sono a 45 mt con una narcosi pari a 15 mt; riflessi Ok, visuale Ok, memoria Ok. Siamo pronti e giù ancora fino a raggiungere la cigliata che si trova ad un’ottantina di metri. La discesa ha richiesto poco meno di 4 minuti ed è stata gestita in modo corretto da entrambe. La visibilità non è eccezionale (6 - 8 metri) ma comunque non compromette la sicurezza per cui si prosegue come programmato. Il fondo del lago in questo punto declina lentamente ed si incontrano botatrici dalle dimensioni ragguardevoli, oltre a qualche bel persico solitario.  Procediamo con la parete alla nostra sinistra e ogni tanto mi soffermo ad ammirare la montagna che ci sovrasta. Riusciamo a gestire senza sforzo tutti i parametri dell'immersione, e nel contempo a goderci il panorama (anche se si tratta di lago). Al 10° minuto il controllo manometri ci conferma che siamo dove avevamo programmato, quindi l'immersione può continuare sino al 15° minuto. Siamo ancora al di sotto degli ottanta metri, ed e qui che troviamo una singolare struttura di legno dalle dimensioni ragguardevoli, che sembrerebbe una scala per palombaro.
Siamo al 14° minuto, la quota raggiunta e stata di 85.0 mt, ci stiamo preparando perché tra un po’ s’inizia a "lavorare".
In questi istanti ripasso la tabella e i cambi miscela, ma trovo anche il tempo per segnalare un paio di b...e appoggiate su un piccolo sperone roccioso che fa da piedistallo.

15° minuto SI RISALE OK? SI RISALE OK! questo è il segnale imperativo!  Lo stacco avviene rapido, 16' 73 mt, 17' 60mt, 18' 50mt e via fino a 33 mt dove inizia la deco.... La risalita è scivolata senza intoppi modulata con sapienza. Le prove fatte danno i loro frutti e noi compiamo il balzo solo con qualche pinneggiata che serve più che altro a stabilizzarci.

Ai 30 mt primo cambio con EAN40 che ci accompagnerà per i prossimi 25 minuti fino al cambio con l'ossigeno. Le tappe diventano via via più lunghe, il tempo passa veloce e ci avviciniamo all'ultima tappa a 6mt in O2, la più lunga e ahimè anche la più fredda. Il cambio ad ossigeno procede regolarmente e dopo 24 minuti cominciamo la lenta risalita che termina al 74°minuto.

Lentamente guadagniamo l'uscita e facciamo un’analisi di ciò che va migliorato per la prossima volta. La soddisfazione è grande e dopo aver riposto le attrezzature si va a mangiare un boccone in compagnia. Proprio una bel tuffo

Dati Immersione

Team: Luigi Facchin -  Rino Iannì
Bombole e miscele:
12+12 Heliair 10-37-53 , 10 lt EAN 40 , 7 lt O2 , 2 lt Argon
Profondità massima:
85 mt
Stacco al:
15° minuto
Run time:
74 minuti
Miscela di fondo:
consumata 2800 lt.
Temperatura acqua:
+8 / +9
Software :
Abyss 2.3 algoritmo 120 ( GAP – Dplan  confronto)

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