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Sudan: Sanganeb, Shab’Rumi e Wingate Reef
di Marco Francini
foto subacquee di
Gianni Beghini
Settembre 2000

Immaginatevi i colori dei coralli di Sharm, i pesci delle Maldive e moltiplicate per tre: Sudan, Sudan, Sudan ed ancora Sudan.
Oggi destinazione poco raccomandata per ovvi motivi di sicurezza, fino al 2001 (periodo in cui sono andato io) meta particolarissima per immersioni particolarissime e spettacolari.
In Sudan si va per vedere principalmente gli squali e anche chi ha inizialmente paura di queste splendide creature avrà modo di amarle nel corso delle immersioni (per forza altrimenti non metterà piede in acqua).

Il Sudan è una meta scomoda perché non ci sono voli diretti e, dovendo fare scalo al Cairo per poi prendere un volo della compagnia Sudanese, bisogna armarsi di pazienza e sopportare i numerosi controlli inutili ed assurdi che vi capiteranno nel corso del viaggio. Sconsiglio vivamente il fai-da-te (anche se non è impossibile) in quanto tutto deve essere programmato alla perfezione e quindi consiglio di affidarsi al buon Gianni Beghini dell’agenzia Key West di Vicenza (0444-304071) che oltre ad essere un ottimo subacqueo è anche un eccellente organizzatore ed accompagnatore; dopo tanti anni il Sudan per lui non ha segreti.
L’unico modo di affrontare il Sudan è in crociera. Vi sono (erano ora il numero si è drasticamente ridotto) circa 8 barche. Noi abbiamo preferito un 16 metri a vela, più spartano ma sicuramente più in armonia con il luogo. Il Sudan è consigliato per subacquei mediamente esperti non fosse altro perché se chiedete dov’è la camera iperbarica più vicina vi risponderanno che al massimo possono offrirvi una capanna iperzozza. Quindi, ripeto, bisogna essere molto convinti ma per chi decide di affrontare questo viaggio ci saranno emozioni indimenticabili

La crociera principale si snoda tra tre reef.

SANGANEB punta nord e sud

Il primo impatto con gli squali è molto eccitante. Sono animali molto curiosi e come vi immergete salgono dal fondo per venirvi a salutare. Sono innocui e vedendo veramente pochi turisti (non capiterà in Sudan di immergervi insieme ad altre barche) non scappano al vostro arrivo.

Il faro al centro del reef merita una visita primo perché non avrete più occasione di toccare terra per il resto della crociera e secondo perché il panorama dall’alto è da mozzare il fiato (vedi foto sotto).

SHAB’RUMI punta sud e nord

3 martelli cuccioli ci vengono a salutare a meno 40 mentre i genitori osservano da lontano, ci girano intorno curiosi due volte e poi si ricongiungono al gruppo.
Ormai non contiamo più i grigi ma rimaniamo affascinati da Napoleoni, chirurghi, pagliacci e barracuda.
Questo reef è diventato famoso perché Jacques Cousteau costruì il suo precontinente (o quinto continente) ed effettuò i suoi esperimenti (non molto chiari anche perché fece saltare con la dinamite una parte del reef per creare l’ingresso).
A 12 metri potrete vedere i resti di questo habitat; la zona di passaggio ai locali abitati; il rifugio del mas e la gabbia per proteggersi dagli squali incrostata di meravigliosi coralli.
Se vi scegliete la barca e la guida giusta dato che non tutti lo fanno, avrete l’opportunità di assistere allo shark feeding (dar da mangiare alle simpatiche bestiole) dove decine di squaletti affamati vi volteggeranno intorno: riuscire a toccarli non è raro.

WINGATE REEF
Famoso per il relitto intatto della nave Umbria autoaffondata dal capitano Mugesan allo scoppio del 2 conflitto mondiale. Visitando questa nave riuscirete a capire lo spirito con il quale gli italiani affrontarono la guerra. Mentre il relitto del Thistlegorm al largo di Sharm contiene ali di Spitfire, carroarmati, munizioni, jeep, moto, fucili, in questo troverete solo qualche bombetta e molte bottiglie di vino (vuote naturalmente)vasetti di conserva e sacchi di cemento. Avete presente l’affollamento del Thistlegorm ? Bene, durante la terza immersione sul relitto che dalla superficie scende fino a circa 34 metri ero da solo con il mio compagno e la nave era tutta nostra.
Si possono visitare le cucine praticamente intatte, la officina di riparazioni, il ponte di comando e molto altro ancora in quanto molte zone rimangano inesplorate……all’occhio però.
Villaggio di Suaki

L’ultimo giorno aspettando che l’azoto lasci il vostro corpo una volta tornati in quel pittoresco lerciume puzzolente di Port Sudan è consigliabile una gita al vicino villaggio. Pochi minuti vi faranno capire quanto siamo fortunati noi occidentali.

Il Sudan è bello perché accoglie pochissimi turisti in pochi mesi dell’anno (marzo è tra i migliori). E un posto selvaggio ed intonso e i pesci non hanno paura di voi. Sono in corso trattative per aprire villaggi turistici quindi, quando le acque si saranno calmate, precipitatevi, rispettate quello che vedete, riempitevi gli occhi, il cuore, la mente perché tra poco il Sudan non sarà più lo stesso.

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