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Croazia: Isole di Brioni
di Igor De Ruitz (webmaster@tremari.it)
Giugno 2003

Le isole di Brioni erano le isole private del presidente Tito, oggi sono un parco marino protetto ed un’interessante località turistica dotata di un paio di hotel.

Tito era un appassionato di caccia e le autorità internazionali che gli facevano visita erano solite donargli animali esotici: una parte dell’isola è occupata oggi da uno zoo, in cui è possibile vedere elefanti e altre interessanti specie, molte circolanti in libertà.
 

L’isola è anche un’interessante meta archeologica, sono infatti presenti tracce umane risalenti fino 5000 anni addietro. Ci sono tracce preistoriche, siti romani, costruzioni veneziane e austro‑ungariche. Particolarmente affascinante è il sito archeologico romano, in alcuni punti parzialmente sommerso dal mare, il che lo rende anche un’interessante meta per lo snorkeling e l’apnea.
 

La Sub Tre Mari non poteva lasciarsi sfuggire questo bocconcino ed ecco che in una dozzina di persone siamo andati a vedere “cosa c’era da fare”.
Per organizzare il full‑day ci siamo affidati al diving Indie (http://www.divingindie.com), situato all’interno dell’omonimo campeggio di Prematura in provincia di Pola.

Le immersioni a Brioni, data la conformazione della costa dell’isola, sono tutte in acqua bassa (massimo 15 metri), le pareti sono modeste, ma particolarmente ricche di pesce.

Secca Peneda

Il punto di immersione presenta una discreta parete ma molto popolata. Non bisogna essere particolarmente fortunati per scorgere delle aragoste, mentre poco distante grosse corvine stanziano curiose. Se avete un occhio allenato, non dovreste avere difficoltà a scorgere scorfani “quasi” mimetizzati con il fondale.

Il Pranzo

Dopo la prima immersione ci spettava l’approdo sull’isola e il pranzo. Arrivati al porto veniamo immediatamente intercettati da una ragazza che afferma di essere la nostra guida; ci guardiamo negli occhi e “boh” pensiamo “sarà compresa nel prezzo!?!”. Francesco (vedi foto a lato), l’organizzatore della gita, comincia ad avere una strana sensazione.
La guida ci accompagna in un bel ristorante dove camerieri coi guanti bianchi, attorno a una tavola imbandita, ci stavano aspettando. “Ci avranno scambiato per qualcun altro?” diciamo tra di noi “oppure ci presenteranno un conto stratosferico?”. Francesco comincia ad avere dei pruriti al fondo schiena, teme infatti che l’intera comitiva gli si rivolti contro quando ci verrà presentato il conto. Nella foto potete notare Dario Zanetti che tenta la fuga da una finestra (sigillata purtroppo).
Il pranzo è decente, ci servono pure branzino e io faccio addirittura il tris di juha, la vecchia minestrina di pollo che mi faceva la mia nonna croata: la gente mi guarda attonita, incredula del fatto che con il caldo che fa, io mi stia tracollando ben tre piatti di brodo caldo, ma su di me i ricordi e la nostalgia fanno buona presa.
Terminiamo il pranzo, nessuno ci chiede soldi e noi pensiamo “Sarà compresa nel prezzo!?!”. Francesco non si ricorda se ha portato con se il libretto degli assegni.

La Gita

Fuori ci aspetta la nostra affabile guida, che dopo un breve tour a piedi, ci fa salire su un pulmino e ci porta allo zoo e al sito archeologico romano (“Sarà compresa nel prezzo!?!”). Francesco avverte il capitano di accendere il motore della barca e di tenerlo su di giri.
Dopo la gita turistica ci concediamo un po’ di relax, un bagno in mare e poi tutti in barca! Alla successiva immersione!

San Gerolamo

Il secondo punto di immersione non mi ha soddisfatto più di tanto. Sarà che faceva freschetto, sarà che era solo sabbione, sarà che i tre piatti di juha premevano sulla mia vescica, ma la seconda immersione me la potevo tranquillamente risparmiare. Il secondo gruppo ha avuto la fortuna di vedere uno squaletto (un gattuccio in realtà), dunque sono usciti dall’acqua più soddisfatti di noi.

La sera tutti ad abbuffarsi di cevapcici e raznici e, a proposito, rimane ancora irrisolto un mistero: o era tutto compreso nel prezzo, o un’altra comitiva quel giorno ha passato una giornata da schifo!

Bravo (e fortunato) Francesco!

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