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Italia: Relitto Anna Bianca
di Igor De Ruitz (webmaster@tremari.it)


Collezione Giorgio Spazzapan

Il relitto dell'Anna Bianca (vedi foto storica), giace a circa cento metri dalla costa dell'isola di Giannutri in Toscana, all'interno della parte nord di Cala Ischiaiola.

La Vivien (nome originale dell'Anna Bianca) affondò il 3 Aprile 1971 a causa del maltempo, anche se malelingue dicono che sia stata affondata per frode assicurativa.
La pomice che trasportava arrivò subito a galla e gli abitanti del luogo fantasticarono inizialmente che si trattasse di droga. Dopo essersela sniffata probabilmente cambiarono idea...

L'immersione

E' un'immersione profonda, parte da un minimo di 40 metri fino a un massimo di 52, dunque è consigliata ai sub esperti. Comunque, poiché la visibilità è quasi sempre superiore ai 35 metri, non mi sento di classificarla come un immersione molto impegnativa. La visibilità è talmente buona che anche in apnea è possibile scorgere la sagoma del relitto.
La poppa è ben conservata a 42 metri, mentre la prua giace più in profondità ed è oggi ridotta ad un ammasso di lamiere.
Una boa ancorata con una cima al relitto vi porterà sul fondo, anche se in questo caso io preferisco farmi la classica planata alla paracadutista, che grazie alla stupenda visibilità vi farà davvero credere di volare. La cima diventa invece utile in fase di risalita nel caso doveste fare delle decompressioni (cosa molto facile vista la profondità).
La nave è coricata sulla fiancata di tribordo; consiglio di iniziare l'immersione dal lato sinistro del relitto, girando poi in senso orario intorno al troncone di poppa. Già subito, da un apertura sulla chiglia è possibile penetrare all'interno di una cabina abitata da enormi spirografi che, nonostante la loro stazza, si chiuderanno velocemente al vostro passare: all'interno è possibile vedere un lavandino e un water probabilmente non più disabitati.
Sconsiglio invece la visita alla sala macchine, poiché è un intrigo di cavi ed è molto facile fare la fine della mosca nella ragnatela.
Rimanendo esternamente, lungo le feritoie delle paratie del ponte, non è per niente difficile incontrare astici che ne hanno fatto la loro tana, ma poiché le fessure sono piccole, lasciano spesso intravedere le lunghe antenne dei loro abitanti.

Il diving

Per l'immersione ci siamo affidati al diving Il Nostromo (http://www.divingilnostromo.com) con base a Porto Santo Stefano (Argentario), che ci ha fatto un buon prezzo comitiva.

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