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Maldive: Gasfinolhu
di Igor De Ruitz (webmaster@tremari.it)
Febbraio 2002

Una delle mete più ambite dai subacquei sono sicuramente le Maldive. Il problema è innanzitutto dove andare, visto che ci sono centinaia di atolli e poi quanto pagare, visto che in generale le Maldive sono una meta non propriamente economica.

I posti più conosciuti sono principalmente dislocati in 4 aree: Ari Nord, Ari Sud, Male Nord e Male Sud. Gli atolli di Ari sono più conosciuti per gli incontri con i grandi pelagici, mentre i siti di immersione di Male, a detta di guide subacquee del luogo (che avevano lavorato in entrambi gli atolli), sono più colorati. Inoltre più vicini siete all'aeroporto internazionale di Male, meno strada dovrete fare per raggiungere la vostra isola.
Noi siamo andati a Mahureva, un villaggio della Valtur sito sull'isoletta di Gasfinolhu (vedi foto) nell'atollo di Male Nord, cogliendo un ottimo sconto (del 50%) riservato dalla Valtur ai subacquei.

Le immersioni alle Maldive sono generalmente più impegnative che in altri luoghi, sono tutte in corrente e intorno ai 30 metri. Il fatto che siano in corrente implica che quasi tutte le volte ci si debba tuffare dalla barca con il GAV in ventosa e andare a fare il primo rendezvous sul fondo. Se non avete problemi di compensazione, proverete forti emozioni nel precipitare a capofitto nel blu per raggiungere il più velocemente possibile il fondo; se invece avete problemi a compensare e normalmente per raggiungere i 30 metri necessitate di un tempo considerevole, beh… tenete presente che la stella polare alle Maldive è molto vicina all’orizzonte e che l’aeroporto si trova a sud.
Capita spesso poi di fare pause di rispetto nel blu e senza essere attaccati a nessuna cima (le barche infatti non si ancorano mai). Se siete in grado di mantenere l’assetto con tranquillità vi divertirete un mondo a volteggiare sospesi nel vuoto con il fondale che sfreccia sotto di voi; se invece avete problemi di assetto gli altri continueranno a "divertirsi" un modo a vedere voi che sfrecciate sotto di loro assieme al fondale.

Immersioni

I punti di immersione sono normalmente raggiungibili in massimo un'ora, di conseguenza i diving tendono a fare un'uscita la mattina, rientrare per pranzo e poi riuscire per l'immersione del pomeriggio. Se non volete perdervi il pranzo di pesce questa cosa è ottima, ma almeno una volta vi consiglio di insistere per un full-day e farvi portare a fare una delle più belle immersioni che io abbia mai fatto...

Il Victory: capitani per un giorno

Siamo partiti la mattina e dopo un'ora e mezza di navigazione abbiamo raggiunto il relitto del Victory. Sarà stata l'incredibile visibilità, sarà stato che eravamo solo in 10 e avevamo un intero mercantile solo per noi, sarà stato che il mercantile tra pesci e incrostazioni era colorato come un carro allegorico del carnevale di Viareggio, ma io mi sento di classificare senza tema di smentite, l'immersione sul Victory nella top-5 delle immersioni su relitto.

Banana Reef: risoluzione a 16 milioni di colori

Dopo un tranquillo pranzo a bordo e un bagnetto rilassante siamo partiti alla volta di Banana Reef.
Questa immersione mi era stata segnalata ancora in Italia, ne avevo letto su riviste specializzate ed è classificata a detta di molti come una tra le 10 più belle immersioni al mondo.
Non so se sia effettivamente tra le 10 più belle al mondo (quando le avrò fatte tutte ve lo dirò), ma sicuramente è la più variopinta e ricca immersione che io abbia mai fatto.
E' suddivisa essenzialmente in tre parti...

La prima parte è un lungo e profondo canyon coloratissimo e quando dico coloratissimo intendo dire che siamo ai livelli del Mar Rosso se non oltre, con l'unica differenza che qui i colori vi circonderanno, non avrete cioè il reef da un lato e il blu dall'altro, ma nuoterete circondati da alte pareti di coralli e i loro abitanti vi guarderanno immobili dall'ingresso delle loro tane.

Usciti dal canyon ci siamo trovati nella classica situazione del reef: tra i mille colori abbiamo incontrato pesci di ogni specie e ogni dimensione, abbiamo giocato con una tartaruga (qualcuno l'ha usata come propulsore) e abbiamo incontrato i soliti (ormai non fanno più notizia) squali.

L'ultima parte non è da meno delle altre. Siamo entrati in una maestosa volta che è sempre piena di pesci azzannatori giallo fosforescenti a strisce blu elettrico (vedi foto). Per piena intendo dire che ce n'erano centinaia e ci si doveva far spazio con le mani per passare.

Diving

L'isola è dotata di un ottimo diving con uno staff professionale. Gigi Civitarese (il coordinatore del diving nel 2002) è una persona gentile e molto disponibile, che non ricordo da quanti anni ormai vive alle Maldive, dunque per lui le immersioni in queste acque hanno pochi misteri. Se gli state un po' con il fiato sul collo, forse vi porta a Banana Reef anche se non raggiungete il numero minimo di partecipanti alla gita: è meno facile di quello che sembra trovare dei compagni che vogliano fare un full-day, la gente alle Maldive tende giustamente a impigrirsi.

Conclusioni

Siamo partiti ben consci che il Niño aveva deturpato i meravigliosi colori delle Maldive, ma se il vostro scopo è vedere colori, allora andate nel Mar Rosso che le Maldive nemmeno nel loro periodo d'oro sono mai riuscite ad eguagliare.
Se invece volete vivere per una decina di giorni fuori dal mondo, isolati su un'isoletta di un centinaio di metri, mangiare pesce di ogni tipo a pranzo e a cena, fare immersioni in tranquillità e vedere quintali di pesce di grossa stazza (quello che non avete ancora mangiato), allora le Maldive fanno al caso vostro.

Mi sento infine di sconsigliare ai subacquei novizi di andare alle Maldive al conseguimento del loro primo grado, anche perché alcuni diving sono molto ligi alle normative e non vi porteranno più sotto di ciò che vi permette il vostro brevetto. Vi perderete il meglio senza nessuno sconto sul prezzo del biglietto!

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